Chi è Gabrylea

Io e le mie passioni

Il mio nome è M. Gabriella Leanza.

La mia passione per i lavori manuali risale a quando ero una bambina e insieme alle mie amiche di giochi organizzavo degli atelier dove, utilizzando materiale vario “rubacchiato” alle nostre mamme (avanzi di stoffa, bottoni, paillettes, e quant’altro), confezionavamo – si fa per dire! – vestitini e cappellini per le bambole. L’impegno c’era, i risultati un po’ meno , anche se noi, orgogliose delle nostre creazioni, avevamo poi anche il coraggio di metterle in vendita e proporne l’acquisto alle altre bambine del quartiere, riscuotendo poco successo devo dire, e a ragione!

Crescendo mi convinsi di non possedere alcuna capacità manuale e, comunque, la mancanza di stimoli e, soprattutto, gli impegni di studio, mi allontanarono molto dai sogni di bambina.

Fu il caso, anni più tardi, (nell’ormai lontano 1999 quando ero ancora una giovane mamma!) a far riaccendere in me la voglia di creare. Mi capitò di imbattermi in una rivista di lavori femminili in cui si parlava della pasta al sale e delle bellissime creazioni di Rosmunda Imoti. All’interno della stessa rivista, si pubblicizzava l’uscita di un libro, di Gabi Parodi Hauser, sulle sue meravigliose bambole Glorex.

Fu il classico “colpo di fulmine”! Da quel momento, la pasta da modellare e le bambole, in generale, divennero il mio chiodo fisso. Cominciai a sperimentare con la pasta al sale. Non dimenticherò mai il primo oggetto modellato con le mie mani! Avrebbe dovuto essere un orsetto, ma a dire la verità, non è che gli somigliasse molto!
Nella mia mente cominciavano a formarsi idee di creazioni bellissime! Ma come realizzarle!?  Tutti i miei tentativi, all’inizio, erano a dir poco deludenti! Nonostante questo, ero determinata ad andare avanti, a voler esprimere la creatività che stavo riscoprendo dentro di me!

Col tempo e molta tenacia, la mia manualità migliorò considerevolmente, tanto da cominciare a riscuotere successo tra familiari, amici e amici degli amici, i quali mostravano sempre più vivo apprezzamento nei confronti delle mie creazioni che nel frattempo acquisivano sempre più uno stile personale.

Unico, grande neo restava ancora la durata precaria del pezzo finito! Mi piangeva il cuore nel vedere un pezzo ben riuscito coprirsi di muffa o sgretolarsi letteralmente perché attaccato dai parassiti! Le varie ricette di paste fatte in casa che avevo provato, mi avevano sempre deluso. Dovevo trovare un’ alternativa! Così mi misi a sperimentare, un po’ come si fa in cucina: metti insieme degli ingredienti per fare una ricetta nuova, aggiungi un po’ di questo, togli un po’ di quello e così via .… Non so dirvi quante volte mi sono ritrovata tra le mani degli impasti praticamente inutilizzabili! Alcuni appiccicosi, altri “gommosi”……
Alla fine però, tutti gli sforzi fatti per far bilanciare il tutto hanno dato i loro frutti e ho trovato quello di cui avevo bisogno e che avevo sempre cercato! Era nata la Pasta gabrylea© !!!!

Economica, semplice da preparare, fantastica da modellare, bella da vedere, inattaccabile da muffe, umidità e parassiti!

Parallelamente, la mia passione per le bambole, mi spingeva a voler sapere di più, vista la scarsità di documentazione presente in Italia. Così cominciai a viaggiare in Internet alla ricerca di quanto più possibile al riguardo. L’avventura si dimostrò più entusiasmante del previsto! Scoprii che esiste tutto un mondo meraviglioso in cui, persone meravigliose, attraverso quello che noi genericamente chiamiamo “bambola”, riescono a “comunicare” non solo il gusto estetico, ma anche idee, sentimenti, concetti; né più né meno di quanto un pittore riesca a fare su una tela! Cominciai a chiedere informazioni su Forum internazionali e grazie a questa corrispondenza riuscii a conoscere l’esistenza dei più autorevoli artisti americani e nord-europei, uomini e donne, nel campo di quello che gli americani chiamano “dollmaking”. Con alcune di loro, tra quelle qui citate, ho avuto anche il piacere di scambiare qualche e-mail: Susanna Oroyan, le cui pubblicazioni sono state per me illuminanti. Antoinette Cely, allora relatore del NIADA (National Institute of American Doll Artists), Lisa Lichtenfels, che crea sculture in nylon di un realismo stupefacente. Marlaine Verhelst, la cui arte è di una poesia infinita. Patti Medaris Culea, le cui bambole sono, a mio parere, dei “dipinti” realizzati con la macchina per cucire. Elinor Peace Bailey, dalla fantasia inesauribile e dall’umorismo accattivante…. Ne cito solo alcune solo per motivi di spazio, ma la lista di bravi “artisti-dollmakers” è davvero lunghissima!

Tutto ciò che ha a che fare con questa meravigliosa forma d’arte continua tutt’oggi ad affascinarmi e a catturarmi. Mi piace tenermi aggiornata sulle novità e, per quanto mi è possibile, sperimentare e mettermi alla prova tutte le volte che il tempo libero a mia disposizione me lo consente!

Sarò felice di condividere con voi il frutto di quei momenti di semplice e sano piacere!

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Con simpatia e affetto